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venerdì 31 gennaio 2014

Dove nessuno può arrivare

Dove nessuno può arrivare è un graphic novel di David Rubìn che esplora l'abisso umano attraverso la vita di Ulisse Yorba, pugile dilettante, dal momento in cui conosce Ana, la donna della sua vita, fino a dieci anni dopo, quando ormai sono anni che non si vedono più e lui bussa alla sua porta vestito da supereroe e con dei proiettili in corpo.

La frenetica scansione temporale degli eventi, assolutamente non raccontanti in ordine cronologico, dona al breve romanzo un ritmo veloce come i pugni che Ulisse si assesta da solo. Si, il protagonista trova il vero amore ma non riesce a fare a meno di essere triste e di autodistruggersi pur senza un motivo plausibile, finché un giorno, accantonata la sua storia d'amore, trova la sua ragione d'essere nel fare il supereroe. Solo indossando la maschera riesce a nascondere quella tristezza che gli fa distruggere tutto ciò che tocca.

La conclusione non può che essere l'accettazione completa di se stesso, che lo porterà ad un ultimo sacrificio per non mettere in difficoltà la sua ex, la quale dopo anni ricorda ormai perché ha amato quell'uomo, la cui profonda malinconia si cela là, dove nessuno può arrivare.


lunedì 14 gennaio 2013

Il cadavere e il sofà

"Hai mai pensato che i difetti rendano le cose interessanti? Questo rubinetto, per esempio. Siccome non si chiude bene, lascia uscire l'acqua, così attira gli insetti e le piante crescono più vicino. Non sarebbe la stessa cosa se funzionasse bene."

Edito dalla Tunuè, "Il cadavere e il sofà" è un delizioso graphic novel dell'autore spagnolo Tony Sandoval. Ambientato in un paesino di campagna di chissà quale paese, è la storia di due ragazzini un po' solitari, Polo e Sophie, che si frequentano e si scoprono fino alla partenza di lei. E in mezzo, la scoperta del sesso, i vampiri e i mannari e un cadaverino, quello di un bambino, vittima crudele di un gioco di bulli e gelosia adolescenziale.

I due ragazzini osservano il corpo che gli adulti non riescono a trovare, lo sorvegliano mentre si decompone, ci passano le giornate accanto, seduti su un sofà che curiosamente è legato proprio a quel ragazzino morto. Il tutto narrato con delicatezza e spontaneità, ma non quella infantile, bensì un po' cinica e un po' ingenua. In fondo quelli che dovrebbero essere dei semplici tredicenni, sembrano il realtà ragazzi più adulti. Sono i ragazzini che fanno sesso. Sono i ragazzini che si fotografano nudi. E sono i ragazzini che ammazzano.

Un misto agrodolce che pervade ogni livello di questo romanzo grafico. I due forti sapori contrapposti trovano infatti riscontro anche nei disegni. Alle tavole magnificamente dipinte, si alternano altre disegnate a matita e con colorazione bicroma, senza nessun motivo ben preciso. Ma ogni tavola è una meraviglia di arte un po' grottesca, un po' caricaturale e al tempo stesso così elegante e raffinata da far trasudare quel senso di malinconia che accompagna tutta l'opera.


venerdì 11 gennaio 2013

La disperazione della scimmia

"Guarda... guarda quest'albero. É un'Araucaria. Viene chiamato "la disperazione della scimmia", perchè non concede nessun appiglio per essere scalato... La nostra relazione è come quest'albero, Josef. Non può lasciarsi invadere dai sentimenti."

La disperazione della scimmia, di J.P. Peyraud e Alfred, edito dalla Tunuè, è un signor romanzo grafico che mi ha letteralmente conquistato. Ambientato in un ipotetico paese dell'Est, con influssi russi, greci e turchi, racconta la storia d'amore tra Josef, un uomo che ha ereditato l'attività di famiglia basata sulla pesca e Vesperine, moglie di un politico che per caso si è trovato ad essere martire di una rivoluzione e che adesso giace su una sedia a rotelle in preda alla pazzia. Il tutto nel pieno di una guerra civile sanguinosissima e di cui i nostri si troveranno loro malgrado essere protagonisti.

Come sempre, è la follia a pervadere la guerra, ma qui ci viene mostrata da ambe le parti, dove al dittatore amante dell'arte e succube della madre si oppone il ribelle con manie di grandezza. E la cosa stupenda sono i personaggi che risolvono definitivamente le situazioni: secondari e apparentemente innocui. Ma tutti i personaggi sono il punto di forza di questo graphic novel; sapientemente caratterizzati, mai banali, così particolari ma anche tanto semplici da potersi identificare. É davvero difficile trovare una lettura così completa. I sottotesti che la popolano sono tantissimi e non basterebbe certo un post per parlarne. Così come i rimandi e gli omaggi. Ce n'è uno in particolare che mi ha colpito: riguarda due treni, di cui uno è la dimora del cattivo. Ricorda niente? Corto Maltese, sempre lui, in tal caso la sua lunghissima avventura "Corte Sconta detta Arcana" dove anche lì c'erano due treni preziosi per la guerra.

Ma al di là della storia, ci sono i disegni di Alfred. Incredibili. Raffinati eppur caricaturali. Capaci di rappresentare la bellezza quasi angelica di Vesperine e la brutalità di omicidi a sangue freddo e stragi di massa. Gli sfondi sono ottimamente curati e la rappresentazione del paesino dove hanno inizio le avventure è davvero ben riuscita. Ma lo è anche la rappresentazione del brutto, come il cimitero delle navi, grigio, buio e che incute timore reverenziale come una cattedrale in un giorno senza sole. Il tutto coadiuvato da una colorazione adeguata che interpreta bene il sentimento dei disegni e ne amplifica le atmosfere.

L'unica critica da rivolgere al volume è però la cura editoriale. La Tunuè opta per il gran formato, ed è un bene perché si valorizzano le tavole di Alfred, ma poi sceglie una copertina in semplice cartoncino doppio, senza plastificatura e la stessa rilegatura fa sì che il bordo vicino alla costoletta risenta dello sfogliare delle pagine. Inoltre è da segnalare anche l'assenza di alette, un breve commento dell'opera o anche solo le biografie degli autori coinvolti. Un vero peccato poiché il volume andava sicuramente valorizzato.

Insomma un graphic novel consigliato non solo a chi ama leggere bei fumetti adulti, ma anche a chi di fumetti non ne ha mai masticato. Perché quando c'è una bella storia da raccontare, essa travalica sempre il mezzo. Che sia libro, cinema o fumetto.


 
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